Da poco ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo della fotografia. Ammetto che filtrare il mondo attraverso le lenti permette di vedere piccoli particolari che ad una veloce occhiata, sfuggono. Affascinante e, allo stesso tempo, dà modo di riflettere su quante piccole cose ci sfuggono ogni giorno.

La scrittura è un capitolo a parte. Grafomane da quando avevo circa 14 anni, le prime timide prove erano in realtà gli sfoghi di una ragazzina alle prese con i primi amori, una ragazzina che affidava alla "Smemo" i dubbi, le paure, i sogni, le esperienze. Da lì in poi è stato un crescendo di parole, qualità e quantità andavano a braccetto, solida coppia di amanti che giorno dopo giorno mi ha convinto di voler fare della passione un lavoro.

Ma i sogni, troppo spesso, con la realtà fanno a pugni. Ho sbattuto contro porte chiuse e non ho mai trovato portoni spalancati, al contrario di quanto si vuol far credere. Finalmente, a novembre 2010, sono riuscita a realizzare questo sogno, poter scrivere per lavoro: ho accettato il compromesso di uno stile di scrittura sobrio, asettico e - quel che è peggio - sottoposto a controllo, ma non si può avere tutto.